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Il Presidente dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Claudio Siciliotti ha aperto ieri il Secondo Congresso Nazionale della Categoria con un lungo intervento programmatico in cui ha presentato le quattro proposte "chiavi in mano" preparate per il Governo in occasione del Congresso. Nel proprio intervento, caratterizzato come in occasione del Primo Congresso di Torino da una visione rivolta al futuro, il Presidente ha ribadito il ruolo dei Dottori Commercialisti quali agenti attivi per il cambiamento dell'inerzia del Paese. La spinta propulsiva proposta da Siciliotti si basa essenzialmente sulla necessità, in particolare a fronte della grave crisi economica, di fondare la ripresa sulle fondamenta della meritocrazia, della responsabilitù e del sacrificio. Per la meritocrazia non c'è più tempo, non si può aspettare più. C'è bisogno di misure più forti che sicuramente in alcuni casi saranno anche misure di rottura, ma è necessario che si modifichi la concezione della "carriera" come evento inevitabile legato al passare del tempo e al maturare dell'anzianità; moltissimi giovani hanno bisogno di intravedere un futuro credendo che le proprie capacità saranno il fattore fondamentale per garantirglielo. Il sacrificio, di converso, va richiesto a tutti. Ai giovani stessi, che non possono (nè potranno) più aspettarsi le garanzie che aveva la precente generazione, ma anche a chi non è disposto a posticipare il momento della pensione. Il sistema previdenziale italiano è ormai insostenibile e soltanto la capacità di sacrificio di tutti può salvarne l'impianto generale. Infine, Siciliotti ha parlato di responsabilità. In apertura dell'intervento, il Presidente ha citato Giorgio Ambrosoli come esempio della capacità dei Professionisti di lavorare senza remore nè soste, ma anzi con coraggio, per lo Stato e per il bene comune. Quello che il Presidente ha chiesto ai colleghi, e ha lanciato come messaggio a tutti gli interlocutori istituzionali, è la disponibilità a farsi carico della responsabilità e del ruolo sociale della Professione. Un appello forte, in aiuto di un Paese che è in crisi da molto tempo e che ha bisogno di essere spronato ad uscire dalle secche in cui si trova. In quest'ottica, nasce la disponibilità della Categoria a partecipare ai tavoli di lavoro del Governo e a offrire pareri (e in alcuni casi progetti dettagliati alla ricerca di soluzioni) sulle scelte economiche che impatteranno sul futuro economico italiano.